INTANTO 20 E POI AVANTI

intanto_venti_featdTesti di Andrea Appi, Ramiro Besa, Antonio Galuzzi, Mirco Stefanon, Riccardo Piferi

Interpreti Andrea Appi & Ramiro Besa (I PAPU)

Regia Antonio Galuzzi
Luci Massimiliano Coden
Musiche Paolo Piuzzi
Durata Atto unico di 80 minuti

“Intanto venti e poi avanti” è lo spettacolo che I Papu propongono per l’estate 2009, in occasione del ventennale della loro attività.

Non vuol essere un evento celebrativo, il classico Greatest Hits con gli sketch più amati dal pubblico, quanto la testimonianza della loro personalissima ricerca di una propria originalità nel panorama frastagliato e confuso del Comico di oggi.

Da vent’anni a questa parte I Papu hanno sperimentato quasi tutte le modalità del far ridere; dapprima istintivamente, sulla spinta della loro formazione dilettantesca (intesa come diletto, di chi lavora per il puro gusto di divertirsi), poi sull’onda di una preparazione più consapevole (intesa come risultato di studio e sperimentazione).

“Intanto venti e poi avanti” vuol essere una riflessione su questo percorso.

Le primordiali caratterizzazioni, i classici sketch di situazione, i personaggi televisivi unite ai lavori più recenti, nei quali Andrea & Ramiro riassumono, quasi fondendole assieme, tutte le loro esperienze, forgiano uno spettacolo che sarà anche una rappresentazione delle diverse tipologie e potenzialità del Comico.

Senza mai assumere toni didattici, nei quali i nostri interpreti sarebbero poco credibili, e tenendo ben lontano ogni rischio retorico, contro il quale essi hanno sempre messo in campo tutta la loro innata cialtroneria, “Intanto venti e poi avanti” racconta come si possa, sperimentando, sbilanciandosi, trasformandosi ed evolvendosi, mantenere intatto nel tempo l’originario spirito ispiratore; quello di due ragazzotti che vent’anni fa si sono cimentati in una passione fino a farla diventare il loro mestiere, senza perdere la follia creativa, il giusto distacco dalle quotidianità e la serietà professionale.

Con la consapevolezza di vivere in un mondo complesso ma non per forza complicato, in una società arrogante ma con ancora il gusto per lo sberleffo, tra persone che non comunicano ma con le quali è ancora possibile guardarsi negli occhi.