I falsi miti dell’uomo qualunque – Il Messaggero Veneto

02/11/2007 – “IL MESSAGGERO VENETO”

I falsi miti dell’uomo qualunque

di Mario Brandolin

GREMITO IL VERDI DI PORDENONE PER IL NUOVO SPETTACOLO DEI PAPU
LE BELLE INTUIZIONI DI UNA MACCHINA COMICA RIGOROSA ED ESILARANTE

PORDENONE. Da sempre il comico e la satira si occupano dei propri contemporanei, dei loro vizi, delle loro malattie. E che c’è di meglio – per un comico oggi – dell’uomo qualunque di questo sciagurato terzo millennio, preso dalla frenesia di una vita spesa ad inseguire il vortice pazzesco con cui i falsi miti del presente lo travolgano in una ricerca tanto spasmodica quanto aleatoria della felicità?

E su di lui, su questo povero travet che annaspa tra frustazioni e sogni di gloria, si sono buttati a pesce Andrea Appi e Ramiro Besa, alias I Papu, che con Semelodiceviprima – Come manipolare gli altri e farsi dire anche grazie, andato in scena in prima assoluta l’altra sera al Verdi di Pordenone, hanno offerto uno spaccato divertente e arguto delle tante sollecitazioni cui siamo sottoposti quotidianamente a migliorare la nostra vita, a rincorrere modelli di personalità vincenti e potenti.

Scritta con Antonio Galuzzi e curata registicamente con Paola Galassi, questa ultima fatica si presenta come una serissima lezione di antropologia: c’è il professor Appi, pomposo e preparato (molto venditore Tv, chè quello che per i Papu, che pur devono molto alla Tv, sembra essere il Moloch da cui difendersi) e il suo assistente, il professor Besa, un poco meno presente e attento: insomma la classica coppia comica dei due contrari dai quali far scaturire i qui pro quo, i doppi sensi, i tormentoni, le sviste linguistiche e di significato che sono poi il sale della comicità di tutti i tempi.

Rispetto agli altri spettacoli dei Papu, diciamo che questo si sviluppa anche drammaturgicamente con belle intuizioni e con rigore. Si parte daun filmato di pochi minuti in cui è condensata una squallidotta giornata tipo di un qualunque individuo alle prese con la mediocrità dell’esistenza (ufficio, casa Tv, giro domenicale nei centri commerciali…) Come venirne fuori?

Ecco allora sbandierati alcuni dati scientifici, o pseudo tali (certamente fatichereste a trovare la torta di Plutchik o quella del professor Ghebbels, grafici sociologici che i nostri proiettano a conforto delle loro tesi), che indicano nelle tre I di Indecisione, Incoerenza e Influenzabilità le maggiori caratteristiche del comportamento negativo del nostro uomo qualunque, cui bisogna rispondere, se si vuole uscire dal pantano della banalità con altri tre atteggiamenti di aggressione della realtà che sarebbero, stando a quello che succede oggi e ai suoi modelli vincenti (sempre Tv docet !), Abbindolare Sputtanare e Negare incondizionatamente. Il tutto puntando all’Apparenza, giocando con l’Ottimismo e la Persuasione (e ancora Tv!).

Tre volte tre dunque, cui corrispondono altrettanti brevi –a tratti esilaranti- sketches dimostrativi. Novanta minuti di psicologia comportamentale che mette il dito nella piaga delle mitomanie contemporanee e prende anche in giro tanti guru della nostra Tv, quando alla fine il meccanismo avviato dal professor Appi si inceppa davanti alle disarmanti reazioni del povero Besa sfinito e che, come novello soldato Scweik, con la sua scrupolosa adesione ai dettami delle nuove frontiere della comportamentistica dell’uomo “che non deve chiedere” , ne scardina i presupposti oltre che annullare gli effetti.

Novanta minuti di uno spettacolo che il pubblico di fans che gremiva il Comunale di Pordenone ha accolto con applausi a scena aperta e con un‘ovazione finale.

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