Hanno detto di noi: Il Messaggero Veneto

06/04/1998 – “IL MESSAGGERO VENETO”

di Federico Gambini

UDINE – Sala strapiena, pubblico di fan che accenna le battute e i tormentoni prima ancora che lo spettacolo inizi, fischi, urla e applausi all’apertura del sipario. Benvenuti al fenomeno Papu! E scatta una replica straordinaria per stasera. Il duo di comici pordenonesi, che nelle ultime settimane ha fatto impennare gli indici d’ascolto di Telefriuli con una seguitissima striscia quotidiana, esce dal piccolo schermo per riproporre la propria ruspante comicità. “Le mucche hanno tanta pazienza”, organizzato dalla Compagnia Teatro Intanto e dal Teatro Club di Udine e presentato all’Auditorium Zanon propone dal vivo una coppia che non a caso è entrata nell’orbita dello Zelig di Gino & Michele. Per chi non li aveva ancora visti in TV sono una vera scoperta, mentre gli altri, gli aficionados, chiedono a gran voce la riproposizione dei personaggi e degli sketch più famosi. E loro, Andrea Appi e Ramiro Besa, diventano il Conte Appi e l’Enologo Besa, Maria e Rosina, il cinico conduttore della TV del dolore e il disgraziato di turno, alternando scenette nuove a quelle già proposte sul piccolo schermo. Si ride, durante le oltre due ore di spettacolo. Si ride dei personaggi più vicini al nostro vivere quotidiano, del grezzo vitellone arricchito alle vecchiette che girano per un cimitero con il rimmel walterpluf (a prova di lacrima), ricreati con grande maestria e attenzione ai particolari, ai gesti, al modo di parlare. I Papu hanno forse proprio in questo la loro dote migliore: non sanno solo sfornare battute a getto continuo, ma danno vita ai vari personaggi con grande abilità recitativa rendendoli perfettamente credibili e, per questo, ancora più divertenti. La coppia del resto è ben assortita. Appi è il finto serio, quello a cui spesso tocca il compito di preparare le battute al compagno, a meno che non si lanci nell’interpretazione di soggetti cattivi e arroganti, nella quale dà veramente il meglio di sé (valga per tutti il l’irresistibile ciclista lasciato a digiuno nel rifugio Ramadan). Besa è invece quello che le spara più grosse, non appena l’altro gli getta l’amo, con una vena di surrealismo e di finta demenza che gli consentono di mettere in mostra una mimica facciale già di per sé esilarante. Le situazione proposte sono le più varie, dallo scherzo, diciamo così, fine a se stesso alla feroce presa in giro di costumi e abitudini, televisive e no, immediatamente riconoscibili da parte del pubblico. Un successo meritato dunque, consacrato definitivamente dalla consegna della cittadinanza delle osterie friulane al Conte Appi e all’Enologo Besa, avvenuta ieri a opera del presidente in persona, per l’innegabile apporto di promozione fornito alla causa.