Hanno detto di noi: Il Gazzettino

15/04/2006 – “IL GAZZETTINO”

di Elisa Fantin

LATISANA – La vita è amara ma la sambuca è dolce. Meglio berci su, stando sempre attenti a quanto dicono gli esperti perché bistecca, vino e verdura possono far bene o male a seconda dei punti di vista. Scherzano sulle assurdità della vita i due comici friulani Ramiro Besa e Andrea Appi, meglio noti come i Papu, intrattenendo gli spettatori con una lezione di antropologia culturale. Niente di più serio e al contempo più comico dell’uomo. Dalle teorie filosofiche sull’esistenza ai reali problemi quotidiani, come scegliere quale pizza mangiare al ristorante, il passo è breve. All’inizio sono solo voci nel buio, poi il duo comico si materializza sul palco e dimostra che proprio la parola è il mezzo più contundente e soggetto ad ogni sorta di fraintendimenti: mentre l’ambiguità genera continui doppi sensi, la mancanza di comunicazione produce scontri/incontri fra due amici, che ritrovandosi dopo tanto tempo non sanno cosa dirsi e finiscono per ripetersi. Al contrario, vi è fin troppa comunicabilità in televisione, popolata da casi umani, patetici conduttori e personaggi che hanno già finito i loro quindici minuti di gloria. Dal piccolo schermo, il duo trae una scena da forum con un improbabile, quanto mai realistico, processo per divieto di sosta. Con rapidi cambi d’abito e semplici tocchi, che rendono però i personaggi, Besa e Appi si trasformano sul palco interpretando tipi disparati e opposti. Così da professori diventano studenti, con tipici problemi adolescenziali e familiari scanditi da divorzi o difficili convivenze. Fino ad arrivare all’esilarante interpretazione di due petulanti anziane signore, impegnate a partecipare ad un funerale in cimitero e ad intrattenere la tipica conversazione di una certa età: la dipartita, lamentando qualunque tipo d’acciacco ma al contempo professando d’essere eterne. Tra i vari temi, dalla fede alla politica passando attraverso il difficile rapporto con le donne, Besa e Appi interagiscono con il pubblico e la platea dell’Odeon, per l’occasione riempita, li premia con lunghi applausi e la richiesta di bis.