Hanno detto di noi: Il Gazzettino

17/09/2002 – “IL MESSAGGERO VENETO”
di Erica Culiat

 

Trieste – Con Cabaret Tabarin, il cabarettista triestino Marcello Crea, ha voluto riproporre al “tutto esaurito” del teatro Romano di Trieste le atmosfere sanguigne e… vegetariane del varietà, quello dei tempi di Totò. <<Intrattenimento allo stato puro>>, per dirla con le parole di Crea, <<dove non c’è scena, non c’è filo logico, non c’è storia… non c’è niente, tranne Livio Cecchelin al piano, ma alla fine qualcosa accade sempre sul palcoscenico. Così (…)
La chicca di questo Cabaret Tabarin sono stati I Papu, il duo Friulano, protagonisti indiscussi nella passata stagione allo Zelig di Milano e grandissimi protagonisti dello spettacolo triestino. Le risate sono rimbalzate come perline disseminate sui gradoni di pietra del teatro, per tutti gli sketch, cinque in tutto, uno più esilarante dell’altro. Da quello che li ha presentati come esperti viticoltori di un vino versatile <<rosso corposo che ci dispiace vendere>>, alla scena dei due amici che s’incontrano dopo tanto tempo e alla fine scoprono che l’amico non era quello che pensavano che fosse, fino ad arrivare alle scene delle vecchiette in visita al camposanto, a quella del giornalista che non lascia spazio al caso umano e a quella dei due ciclisti cui rubano le biciclette. Battute fulminanti e una gestualità enfatizzata che ha rovesciato sulla gente una furia comica più che apprezzata. Anzi, reclamata a gran voce.